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  • Immagine del redattoreFurighedda

Gold filled o placcato oro?

Aggiornamento: 2 nov 2023

Sempre più spesso vediamo gioielli, sia online che offline che brillano come l'oro, ma sappiamo bene che non é tutto oro ciò che luccica. E' anche vero, però, che esistono tecniche diverse che permettono di ricoprire con uno strato d'oro la superficie di un gioiello realizzato in altro metallo. Ciascuna di queste ha vantaggi non solo estetici ma anche economici, considerando che a febbraio l'oro puro ha raggiunto e superato la quotazione di 55€ al grammo*.

Le patine che ricoprono i gioielli possono essere applicate meccanicamente o chimicamente, ed avere diversi spessori. Più è spesso lo strato d'oro applicato, maggiore sarà la durevolezza del gioiello.


Tra le tante tecniche, le due più interessanti sono la placcatura d'oro e il gold filled.


La placcatura d'oro:

la galvanizzazione consente attraverso l'immersione di un oggetto in una vasca, riempita di una soluzione adatta e attraversata da correnti elettrolitiche, di ricoprire con uno strato d'oro qualsiasi gioiello di metallo. Quindi con questa tecnica un sottile strato d'oro è applicato su un metallo meno costoso, di solito d'argento o ottone, ma in qualche caso anche di rame e bronzo. Una placcatura di buona qualità deve avere almeno 3 micron (cioè 3 millesimi di millimetro) di spessore. Naturalmente in commercio si possono trovare placcature con spessori intorno a 1 micron (soprattutto bigiotteria di bassa qualità), come placcature che possono superare anche i 40 micron, in particolare nell'orologeria extralusso.


E' interessante ricordare che la doratura galvanica nasce in Italia nel 1802 a Pavia, quando Valentino Brugnatelli, amico e collaboratore di Alessandro Volta, tentò il primo esperimento di galvanostegia utilizzando la neonata pila dello stesso A. Volta.


Pulizia

I gioielli placcati in oro vanno puliti delicatamente con acqua, una goccia di sapone neutro, e asciugati con un panno morbido, senza sfregarli con troppa energia.


Il Gold Filled:

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Gioielli americani anni '40 rivestiti gold filled.

é un processo di fabbricazione di componenti per gioielli, dove la materia prima (generalmente ottone) viene ricoperta meccanicamente per pressione da uno strato d'oro di 12 o 14 carati d'oro. Il peso del metallo prezioso depositato è 1/20 del peso totale del componente.

Inoltre questo tipo di finitura essendo molto più spessa di una normale placcatura, in media dalle 50 alle 100 volte, è notevolmente più duratura.

È quindi più difficile che un graffio faccia emergere il metallo sottostante.


Due grandi vantaggi del gioiello in G.F. sono innanzitutto la difficoltà di distinguerlo da un gioiello tutto in oro, inoltre il prezzo sarà sensibilmente più basso e quindi più facilmente acquistabile.


I gioielli G.F. hanno una storia decisamente moderna, risalente a prima dell’inizio del secolo scorso, ed è curioso sapere che fu un tipo di finitura molto utilizzato fino alla Seconda Guerra Mondiale, al punto che in Italia è definito dagli antiquari e rigattieri come “oro antico”.

Negli stati Uniti sono stati prodotti oggetti molto belli con questa tecnica, e alcuni gioiellieri si sono proprio specializzati in essa: Van Dell, Winard e alcuni altri hanno ideato spille, pendenti e orecchini di splendida forma decò, molto apprezzati ancora oggi e in perfetto stato.

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Marchio di garanzia del gold filled.

In particolare la Van Dell Corporation, fondata nel 1938 a Providence nel Rhode Island, è ancora oggi un centro di gioielleria.

Nella foto (sgranata perchè fortemente ingrandita) è visibile il loro marchio con la denominazione di Gold Filled 12 carati su Argento (on sterling)


Pulizia

Anche per i gioielli in G. F. la pulizia è molto semplice: si possono detergere utilizzando normali saponi neutri ed asciugarli tamponandoli con una salvietta che non rilasci pelucchi.

La Capsule Collection “West Sardinia” di Furighedda utilizza componenti gold filled 14K associati ai broccati di seta più pregiati, ed utilizzati nella sartoria regionale per la confezione dell’abito tradizionale sardo.


Potrai trovarli in vendita presso Spazio Furighedda, il laboratorio-showroom del brand Furighedda a Quartu sant'Elena, in via A. La Marmora, 3.


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*fonte Il Sole24ore – febbraio 2023



Cara lettrice,

ti ringrazio di essere arrivata fin qui e se ti è piaciuto l'articolo il "Bigino del broccato" lasciami un like, mi aiuterà a rendere più visibile il blog e il sito.

Grazie.


Autrice dell'articolo: Furighedda.

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laboratorio e negozio showroom di furighedda, gioielli in broccato sardo e artigianato sardo.

Spazio Furighedda è anche il laboratorio del brand, ma è anche un negozio di artigianato artistico sardo. Vieni a scoprirlo, a due passi dal Municipio e nel cuore centro storico cittadino, in via A. La Marmora, 3 a Quartu sant'Elena.



4.863 visualizzazioni4 commenti

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4 hozzászólás


epicci69
2022. nov. 28.

Salve, può dirmi cortesemente qual è la legislazione che regola la lavorazione del gold filled?

A chi bosogna rivolgersi per chirimenti in modo da non incorrere nelle sanzioni?

Grazie mille

Kedvelés
Furighedda
Furighedda
2023. márc. 07.
Válasz címzettje:

Buonasera Epicci69,

indubbiamente il suo commercialista o avvocato di fiducia.

Cordiali saluti.

Kedvelés

Furighedda
Furighedda
2020. ápr. 18.

Grazie Davide 💐🎂

Kedvelés

Davide De Vita
Davide De Vita
2020. ápr. 18.

I like and... Happy birthday Sarah :-)

Kedvelés
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